- Il doomscrolling è l'abitudine compulsiva di cercare notizie negative online, soprattutto la sera.
- Questa pratica aumenta ansia, stress, insonnia e può distorcere la percezione della realtà.
- Le piattaforme digitali incentivano il consumo continuo di contenuti allarmanti tramite algoritmi e notifiche.
- Interrompere il doomscrolling migliora il benessere mentale e la qualità del sonno.
Sindrome da “Doomscrolling”: come ho smesso di cercare cattive notizie prima di dormire
È una stretta lenta, quasi impercettibile, che si infila tra le costole ogni volta che il mondo balza fuori dal display. Notizie che scorrono come acqua gelida sulla schiena, notifiche che pulsano come tamburi lontani. E dentro, qualcosa si fa piccolo e si rannicchia in silenzio, come un animale che cerca riparo durante una tempesta improvvisa.
Cos’è il Doomscrolling?
Il termine “doomscrolling” indica l’abitudine, spesso compulsiva, di scorrere senza sosta tra notizie negative o angoscianti sui social media e sui siti di informazione, soprattutto nelle ore serali o notturne. Si tratta di un comportamento nato e diffuso durante momenti di crisi globale, come la pandemia o eventi geopolitici traumatici, ma ormai radicato nelle routine digitali di milioni di persone. Il meccanismo è semplice: più si cercano notizie allarmanti, più l’ansia cresce, e più si continua a cercare, in un ciclo che può sembrare impossibile da interrompere.
Perché il Doomscrolling ci attira?
La nostra mente, per ragioni evolutive, è programmata a prestare attenzione alle minacce: un tempo poteva salvarci la vita. Oggi, però, le fonti di pericolo sono spesso virtuali, eppure il nostro cervello reagisce come se fossero reali. Le piattaforme digitali, inoltre, incentivano il consumo continuo di contenuti, grazie a notifiche, suggerimenti e algoritmi in grado di intercettare le nostre paure più profonde. Il risultato? Un senso di inquietudine crescente, difficoltà a rilassarsi e, spesso, problemi di sonno.
Le conseguenze del Doomscrolling sulla salute mentale e fisica
Le ricadute del doomscrolling non si limitano a un generico senso di malessere. Diversi studi hanno messo in luce come la costante esposizione a notizie negative possa:
- Incrementare livelli di ansia e stress;
- Favorire l’insonnia e disturbare il sonno profondo;
- Indebolire la capacità di concentrazione;
- Generare disturbi dell’umore, come irritabilità o tristezza persistente;
- Indurre un senso di impotenza o fatalismo rispetto alle difficoltà mondiali.
Alla lunga, questa abitudine può anche contribuire a sviluppare una visione distorta della realtà, portando a credere che il mondo sia solo un luogo pericoloso o privo di speranza.
Un esempio concreto: la mia esperienza
Per mesi la mia routine serale si è conclusa con il pollice che scorreva nervosamente tra feed di notizie, aggiornamenti di cronaca e commenti carichi di rabbia o paura. Ogni notifica era una promessa di risposte che non arrivavano mai. Mi svegliavo già stanco, con la mente appesantita e il corpo irrigidito. Fino a quando ho deciso che dovevo cambiare.
Strategie pratiche per interrompere il Doomscrolling
Smettere di cercare cattive notizie non significa ignorare il mondo, ma scegliere consapevolmente come e quando informarsi. Ecco alcune strategie che mi hanno aiutato a interrompere il ciclo del doomscrolling e a ritrovare calma e presenza mentale:
- Impostare limiti orari: Ho stabilito un “coprifuoco digitale”, evitando di accedere ai social e ai siti di notizie almeno un’ora prima di andare a dormire.
- Selezionare le fonti: Ho scelto pochi canali affidabili e stabilito momenti precisi della giornata per informarmi, senza lasciarmi trascinare dalla compulsione del “refresh” continuo.
- Disattivare le notifiche: Ho silenziato tutte le notifiche non necessarie, riducendo drasticamente le interruzioni e la tentazione di controllare il telefono.
- Creare rituali alternativi: Ho riscoperto piccoli gesti di cura personale, come una doccia calda, qualche minuto di lettura o una passeggiata serale, per sostituire l’impulso del doomscrolling.
- Tenere un diario della gratitudine: Annotare ogni sera tre cose positive della giornata mi ha aiutato a spostare l’attenzione dal negativo al positivo, anche quando tutto sembrava difficile.
Riconnettersi con il corpo: piccoli riti quotidiani
Ma la salute non è una lista di doveri da spuntare, un algoritmo di passi e bicchieri d’acqua da eseguire senza sbavature. È, forse, la più semplice delle rivoluzioni: sentire di nuovo il proprio corpo non come una macchina da riassettare, ma come un luogo segreto dove trovare silenzio e tregua. Può bastare un gesto, quasi dimenticato, per tornare a sentirsi in casa, tra pelle e ossa, come sotto una coperta che conosce il tuo odore.
L’acqua: bagno e doccia come riti di purificazione
Immagina l’acqua – calda come un abbraccio, fredda come una promessa di rinascita. Il getto che scivola sulla pelle, il vapore che si addensa nell’aria, il brivido che attraversa la schiena in un istante cristallino. Il mondo si allontana, lasciando spazio alla consistenza liquida, al respiro che si fa più lento, al battito che si riordina come le onde sulla riva.
- Doccia consapevole: Concentrarsi sulle sensazioni fisiche dell’acqua e del vapore, lasciando andare i pensieri che affollano la mente.
- Bagno caldo: Aggiungere qualche goccia di olio essenziale per un’esperienza ancora più rilassante.
La terra: camminare a piedi nudi per ritrovare stabilità
Poi c’è la terra. Togliersi le scarpe e sentire la freschezza umida dell’erba, la ruvidità della corteccia tra le dita. Le gambe che si radicano, il peso che si distribuisce e scende, come se ogni pensiero scivolasse piano verso il suolo. Il rumore del traffico si dissolve, resta il ritmo antico del proprio passo, la calma che sale dai piedi e riempie la testa di silenzio denso, materico.
- Grounding: Praticare il “grounding”, ovvero camminare scalzi su superfici naturali per scaricare la tensione e ritrovare equilibrio.
- Piccoli contatti quotidiani: Anche solo toccare una pianta o sedersi su una panchina con i piedi ben poggiati a terra può aiutare.
Il respiro: il gesto più semplice per tornare al presente
E ancora, il respiro. Non una tecnica, ma un gesto di fiducia: lasciare che l’aria entri e scenda, trovando spazio dove prima c’era solo costrizione. Sentire il petto che si apre piano, come una finestra dopo la pioggia, e lo spazio dentro che si distende, morbido e profondo. Quando fuori tutto stringe, si può sempre fare posto dentro di sé, anche solo per un istante.
- Respirazione profonda: Dedica qualche minuto, soprattutto prima di dormire, a inspirare lentamente dal naso e a espirare dalla bocca.
- Ascoltare il proprio respiro: Porta attenzione alle sensazioni, senza giudizio, lasciando che i pensieri si dissolvano come nuvole.
Altre strategie anti-doomscrolling: strumenti digitali e suggerimenti pratici
- Utilizza app di benessere digitale: Esistono applicazioni (come Digital Wellbeing, Forest, Freedom) che permettono di monitorare e limitare il tempo trascorso su determinati siti o app.
- Modalità notturna: Imposta la modalità “non disturbare” sul telefono nelle ore serali. Alcuni dispositivi permettono di bloccare automaticamente l’accesso a determinate app dopo un orario stabilito.
- Coinvolgi le persone care: Racconta la tua scelta a familiari o amici, chiedendo il loro supporto e magari coinvolgendoli in attività offline condivise.
- Crea una routine serale: Sostituisci lo scrolling con rituali che favoriscono il relax: meditazione, stretching, ascolto di musica rilassante o podcast ispirazionali.
Quando chiedere aiuto
Se il doomscrolling diventa una compulsione che non riesci a controllare, se l’ansia o la tristezza persistono e interferiscono con la qualità della tua vita, non esitare a chiedere aiuto a uno psicologo o a un professionista della salute mentale. Spesso basta anche solo un confronto per trovare strategie personalizzate e rompere il circolo vizioso.
Conclusione: tornare al centro
Forse non possiamo mettere in pausa il frastuono del mondo. Ma possiamo scegliere, ogni giorno, di tornare al centro: sentire la pelle, la terra, il respiro. La salute non è l’assenza di tempeste, ma la capacità di restare interi. Anche mentre tutto cambia. Smettere di doomscrollare non è un atto di egoismo, ma di cura: per sé stessi, per chi ci sta vicino, per poter affrontare con lucidità e forza le sfide che il mondo ci pone davanti.
Massimo Vigilante
Esperto di lifestyle sostenibile e Consulente del benessere
Massimo Vigilante è un esperto di lifestyle sostenibile e consulente del benessere, con oltre quindici anni di esperienza come divulgatore.
La sua missione è aiutare i lettori a ottimizzare la propria vita, partendo dal presupposto che il benessere personale sia un equilibrio tra salute fisica, un ambiente domestico efficiente e una solida economia personale.
Specializzato nel nesso tra salute dell'individuo e salute della casa, Massimo offre guide pratiche su faccende domestiche e giardinaggio, trasformandole da compiti a opportunità per migliorare la propria qualità di vita. Le sue analisi sull'economia domestica forniscono strategie collaudate per risparmiare, investire saggiamente e vivere in modo prospero e consapevole.














